sabato 13 luglio 2013

10 tutorial per fare una gonna




 Ho pensato di fare una raccolta delle cose che ho trovato nel web, dividendole per argomento.
Come prima raccolta ho scelto LA GONNA, più o meno semplice, c'è il modello con l'elastico in vita, che a me ricorda le gonne di quand'ero piccola, oppure dei modelli più particolari come quello fatto con il tulle, per una cerimonia oppure per quei giorni in cui ti senti speciale e vuoi liberare la tua fantasia e molte altre gonne per prendere degli spunti, delle idee.
Se ne avete altri modelli che vi piacciono mette pure il link oppure postateli sulla pagina fb di Lana e d'altre storie.

  1.  Twenty minute Simple Skirt Tutorial AND GIVEAWAY!!!!
  2. napkins skirt
  3. color block skirt
  4. Vintage pillow case
  5. Pumpkin skirt
  6. Full skirt with trimmed tulle peeking out
  7. Simple brown skirt
  8. Ruffled maxi skirt
  9. DIY tutu the must make party skirt
  10. Cute tired skirt


giovedì 11 luglio 2013

BLANKETS

Siamo tutti transitori, alla fine, quando le cose finiranno con l’andare dove dovranno, rimarranno i nostri manufatti, rimarrà ciò che siamo stati in grado di creare.
Anche con l’amore è cosi, e per forza!, accidenti, se non lo fosse per lui, per cosa dovrebbe mai esserlo…
Ho letto nelle scorse settimane il fumetto di Craig Thompson, Blankets.




Meraviglioso, silenzioso, croccante e ricordante... Blankets è il racconto della prima storia d’amore di due adolescenti, delicata e poetica come può essere la scoperta di se stessi. Craig la racconta con i silenzi e con la neve, con la musica e la inchioda alla vita con la creazione di una coperta, Blankets appunto.

 Ma ciò che toglie il fiato è… che si diventa adulti, la storia finisce e magari si cambia casa, in uno stanzino o in soffitta, dentro un cartone salta fuori quella coperta, e come canta De Gregori “poi all’improvviso tutti gli anni per terra, come i capelli dal barbiere”. Per questo mi piace cucire, per questo mi piace lavorare a maglia e custodire i ricordi con la bellezza e col tempo pieno trascorso nella loro realizzazione: Un giorno, qualcuno, ne sono sicura, aprirà un armadio e dirà a qualcun’altro: ti piace? Li faceva mia nonna… 



martedì 9 luglio 2013

QUALCHE BLOCCO PER ISPIRARSI
DI QUESTO MI PIACCIONO MOLTO LE SFUMATURE TRA AZZURRO E GRIGIO, E IL ROSSO CHE RISALTA TANTISSIMO.
FONTE: MYFABRICOBSESSION.BLOGSPOT.IT


DI QUESTI MI COLPISCE LA SEMPLICITA', E IL RISALTO CHE DA IL CONTORNO BIANCO.

ED INFINE UN IDEA DI RECUPERO... NON SAPETE COSA FARCI DELLE CIMOSE SEI TESSUTI ECCO QUI
UN BLOCCO CREATO CON LE STRISCIOLINE D'AVANZO, CARINO NO?
di entrambi la fonte:www.plesant-home.com

lunedì 8 luglio 2013

Lindbergh, Verdi e drops, imparare a volare

Il formato è impegnativo.
Come certe imprese storiche. Più che all’Aida o al Rigoletto però, Verdi mi fa pensare a Lindbergh. Ad un certo punto qualcuno provò a fare quello che nessuno aveva ancora immaginato e tentato, ed invece di farlo con un biplano, l’aereo all’epoca più affidabile, lo fece con un monoplano. Per fare la trasvolata, l’azienda produttrice del velivolo non volle partecipare in alcun modo, era maggiore il timore di non riuscire che lo stimolo a provare e a rimanere nella storia.
Per dirne ancora una, aveva dovuto ampliare il serbatoio per avere il carburante sufficiente per volare da New York a Parigi, da solo. La modifica al serbatoio aveva avuto come inconveniente quello di privare della vista frontale il pilota!
Cioè, alla guida di spirit of st. Louis, Lindbergh ha volato per più di 33h senza vedere l’orizzonte.

Quando prendi in mano i 350gr di filato, per più di un chilometro e duecento metri, la sensazione è quella di perderci il fiato e di non vederne la fine, è come essere in volo su un aereo di legno e non vedere l’orizzonte.

sabato 6 luglio 2013

ASCIUGHINO GLAMOUR!

OGGI VI VOLEVO FAR VEDERE QUEST'IDEA CARINA PER UNA CREAZIONE VELOCE MA MOLTO D'EFFETTO!!!
UN ASCIUGHINO DA CUCINA IN COTONE CON DEI PUNTI SEMPLICI, O PIU' ELABORATI COME NELLA FOTO.
I COLORI DISPONIBILI SONO TANTISSIMI
E CON I SALDI SUI COTONI E' UN VERO AFFARE


martedì 2 luglio 2013

Lana, Naturalmente


Io non so perchè, ma se prendo tra le mani questi gomitoli, non posso fare a meno di pensare a giacomo leopardi, non lo so, ma lo immagino. Immagino che sia per il rapporto folgorante che il poeta identifica tra uomo e natura. Oggi, anestetizzati dalla civiltà immaginiamo la natura come se fosse un posto di delizie perdute, si dimentica la conquista, la lotta, ma anche la sconfitta che non potrà essere se non finale e definitiva. E vabbè, ma senti quest'odore, mi direbbe forse il pastore errante per l'asia, lo senti? La morbidezza di questa lana ha una storia, tocca, le pecore sono della razza gentile di puglia,
sono state incrociate nel 600 dal re spagnolo con montoni merinos per fornire lana per le giacche del suo esercito, senti come è elastico il filato? pettinato e non cardato; i luoghi di questa lana hanno una storia, Castel del monte in provincia dell'aquila fino all'inizio del 900 forniva questa lana a mezza europa. Alla fine dell'800 qui c'erano 2000 abitanti e 12000 pecore, togli vecchi e bambini... Non sei interessato, ma vedi che forse Leopardi metteva in relazione natura e cultura, direbbe il pastore, seguimi che ti faccio sentire...


La prima cosa è l'odore, questa lana profuma della mia infanzia, sa di lanolina, di animale e di santoreggia, ti stordisce. Se la metti al sole il profumo si apre, come il bouquet di un vino rosso lasciato decantare, poi arriva il resto... Dietro questo gomitolo, dice il pastore, c'è uno sforzo innaturale, ci sono storie di persone appassionate e folli, dieci anni fa, se proprio vuoi saperlo, questa lana costava per smaltirla, era più naturale, aggiunge il pastore, spendere per buttarla che perdere tempo a lavorarla. Torna di nuovo Leopardi, natura, cultura, sforzo, ma il risultato è nelle mie mani, la lana è splendida, senza fronzoli, essenziale e densa. Se la lascio cadere rimbalza, sta alle altre lane che ho in negozio come il risveglio della coscienza del mattino ad una notte di tamburi. Succede allora che una volta aperti gli occhi bisogna per forza svegliarsi ed alzarsi.

In un mondo, certificazioni, modelli interpretativi preimpostati, leggere sulla etichetta di questa lana che non è riportato la dicitura pura lana vergine, stringe il cuore. Non ce ne bisogno mi risponderebbe Giulio, il pastore, io le conosco per nome le mie pecore, so cosa hanno mangiato e quando, il formaggio che producono è bio, le pecore già lo sono. Questa lana allora, più che biologica, naturale, non trattata, non colorata se non con erbe ed allume di rocca, è una pratica igienica, non un nostalgico ritorno al passato, ma una fionda per l'avvenire.

lunedì 1 luglio 2013

Debbie Bliss e gli anni ottanta


Il glamour non è mai stato il mio forte. Negli anni in cui le riviste patinate esplodevano nelle borse delle mie compagne io mi gettavo nelle inquietudini della musica degli afterhours, nei romanzi di alice munro e nei fumetti di davide toffolo (tarm). Quando ne "il diavolo veste prada" meryl streep da una lezione di vita a tutti noi io mi sono sentita come hathaway, come se mi avessero rubato qualcosa. (la qualità low-fi è voluta)

Eppure questo filato mi piace, non è solo glamour, ma è al contempo oltre che algido anche intimo. Il colore che preferisco è il Napoli: grigio, fucsia, azzurro, vinaccia e bianco; mescolati insieme e nel contempo non miscelati l'uno all'altro, come una poesia di ungaretti che fa così: "ogni colore si espande e si adagia negli altri colori/per essere più solo se lo vedi"; o come il martini di james bond (mescolato e non shakerato, of course) o come le frasi che ti rimangono scolpite dentro. 
Allora forse avevano proprio ragione i miei afterhours: non si esce vivi dagli anni ottanta!