Conosci i
filati per valorizzare i tuoi lavori
Abbiamo
deciso di fare questo breve resoconto sui filati perché spesso, sia
nella merceria on line che nelle merceria di Montesilvano (Pescara)
di diLana e d’altre storie, molti clienti ci domandano o sono
confusi riguardo le caratteristiche e gli usi migliori dei filati.
La prima distinzione che riguarda i
filati e le fibre tessili è la quella tra filati naturali e
filati sintetici.
In generale, credo che tutti noi oggi
amiamo più i filati naturali che i filati sintetici. Molti di noi,
sia nel caso dei filati sintetici, sia nel caso dei filati naturali,
non conoscono l’origine, le caratteristiche e le lavorazioni a
maglia migliori che valorizzano appieno l’uso di un filato
piuttosto che l’uso di un altro filato.
I filati naturali si dividono in filati
di origine animale e in filati di origine vegetale:
Filati di origine animale
Lana
di pecora, deriva dal vello di pecora, ma tantissime sono le
razze che producono un filato di qualità adatta alla aguglieria. In
linea di principio le caratteristiche da considerare sono due: la
lunghezza del pelo (che permette la lavorazione pettinata invece che
la cardatura) e lo spessore: minore è lo spessore, maggiore è la
capacità termica e la morb
idezza.
Lana
di pecora merino, o merinizzata: Le pecore di razza merino
hanno una un pelo molto lungo e sottile, questo permette di avere
uno tra i filati più usati e versatili.
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Angora,
dai peli di un coniglio
Seta,
dal bozzolo del baco da seta
Filati di origine vegetale
Cotone,
deriva dal frutto della pianta del cotone
Lino,
canapa,
bambù, derivano tutte dalla lavorazione e dalla filatura
successiva del fusto delle piante
Filati non naturali si
possono dividere a loro volta in Filati artificiali e Filati
sintetici. Le fibre artificiali, in cui la cellulosa viene trattata
e modificata da un reagente; e le fibre sintetiche, con molecole
ottenute per sintesi composti di natura organica (derivati dal
petrolio), per mezzo di reazioni chimiche di polimerizzazione.
Acrilico Aramidiche
(Kevlar e Nomex), Clorovinile, Modacrilico (acrilico modificato per
resistenza alla fiamma), Poliammide (Nylon), Poliestere, Polietilene,
Polipropilene, Poliuretano (Elastam), Politetrafluoroetilene
(Gore-tex)
Acetato, Cupro, Lyocell,
Modal, Triacetato, Viscosa o Rayon
Queste sopra elencate
sono le principali fibre da cui poi si ottengono i filati che usiamo
per lavorare a maglia. Vorrei provare ad entrare nel dettaglio di
ogni filato senza voler essere esaustiva, ma con la voglia di
condividere le informazioni che ho appreso e con il desiderio di
stimolare la discussione di altri appassionati
Filato di Lana
d’alpaca: l’alpaca è un camelide originario del Sud
America. Quando nel XVIII e nel XIX secolo si procedette alla
classificazione di questi animali, si credette derivasse
erroneamente dal lama, mentre dal 2001 si sa –grazie all’esame
del dna- che la specie deriva dalla vigogna. Esistono due razze di
alpaca: la razza Hucaya e la razza Suri, la seconda rappresenta solo
il 10% della popolazione degli alpaca. Il filato ottenuto dalla
razza Suri ha un pelo molto più pregiato in quanto più lungo e non
arricciato. Gli alpaca sono allevati in greggi che pascolano ad una
altitudine compresa fra i 3500 e i 5000 metri sulle Ande del Perù
meridionale, della Bolivia settentrionale e del nord del Cile. Gli
alpaca vengono tosati una volta all'anno, in primavera. Un alpaca
femmina produce circa 2,5 kg di lana, mentre un alpaca maschio può
arrivare a produrre anche 4 kg di lana all'anno. La lana del cria
(il cucciolo dell’alpaca) è quella più pregiata per la
brillantezza e per la leggerezza. Tra le principali caratteristiche
c’è che non avendo la lanolina, la lana d’alpaca è anallergica
e pertanto molto adatta ai capi da bambino. Il filato d’alpaca è
finissimo, simile alla seta per lucentezza e molto morbido. I capi
realizzati con questo filato sono destinati a durare, difficilmente
si sfilacciano o formano pallini. L’alpaca ha 22 sfumature di
colori naturali, tante, ma molto meno rispetto ai Llama Di lana e
d’altre storie propone:
Alpaca
Naturalmente, Mirasol o Drops
Filato di
Llama: Il lama (Lama glama) è un grosso camelide originario del
Sudamerica. Talvolta, il termine "lama" viene utilizzato
più genericamente per indicare tutte e quattro le specie
sudamericane appartenenti alla famiglia Camelidae: il lama
propriamente detto, la vigogna, l'alpaca e il guanaco. Le dimensioni
maggiori e una testa meno tonda sono le caratteristiche che
differenziano il lama dall'alpaca. L’alpaca è l’animale simbolo
della Bolivia. La qualità del filato dipende molto dal tipo di
animale, dall’età e dalla tipologia di tosa che se ne fa.
L’alpaca infatti ha due tipi di fibra, una superficiale molto
dura e resistente ed un sottovello morbido e finissimo. La qualità
migliore fi filato è quella prodotta dalla lana del llama detto
woolly dove la componente del sottovello è predominante.
Filato di Lana
Merino, le pecore da cui si ricava questo filato sono abituate a
condizioni estreme di temperatura e di aggressioni parassitarie, per
questa ragione hanno sviluppato una forte resistenza. Il filato che
si ricava ha qualità più accentuate di queste caratteristiche
proprie della lana, rispetto ad altre lane di pecora. Assorbe
l’umidità e la convoglia verso l’esterno facendola evaporare,
questo evita colpi di freddo; ha un effetto isotermico, perché
isola i corpi al suo interno, non scalda, mantiene semplicemente il
calore prodotto dal corpo per questo i capi in lana merinos possono
essere indossati anche nelle stagioni calde e vengono definiti
“fresco di lana” o “quattro stagioni”; un effetto
antiparassitario perché la struttura del pelo impedisce l’accumulo
di sporco, ed acari. In italia sono 2 le razze merinizzate: la
Sopravvissana e la Gentile di Puglia. La razza infatti è stata di
proprietà dell’Inghilterra fino al 1800, anno in cui è stata
regalata alla Francia da cui è cominciata la diffusione anche in
Italia. Di lana e d'altre storie propone:
Lana Naturalmente di Gentile di Puglia, Malabrigo, Araucania, Drops.
Filato di
Mohair, La lana di mohair viene filata dal vello della capra
d’angora, da non confondere con il coniglio d’angora. La fibra
di mohair, grazie alla sua caratteristica lucentezza e lunghezza,
viene usata nella produzione di filati mescolati con lo scopo di
ridurne il costo ed aumentarne la resistenza. La notevole lunghezza
della fibra di Mohair e la sua particolare morbidezza, ne consentono
l'utilizzo per filati pregiati. La lana di mohair viene ottenuta
pettinando l’animale e rimuovendo i peli per strofinamento. Il
filato ottenuto è un filato lucente, morbido e quasi impalbabile.
Le lavorazioni a maglia consigliate sono le lavorazioni traforate
che mettono in risalto la leggerezza del filato. Il
Kid Mohair
è il filato ottenuto dai cuccioli della capra d’angora fino a sei
mesi di età. Il filato è più prezioso perché minore è la resa e
le caratteristiche già presenti nel mohair sono esaltate. Di lana e
d'altre storie propone:
Noro,
Drops.
Filato di Lana
d’angora, è la lana ottenuta dal pelo del coniglio d’angora.
Il filato è ottenuto dal pelo che può raggiungere gli 8cm di
lunghezza. La razza arriva dalla Turchia (angora, Ankara) da cui è
originaria. Insieme al gatto, il coniglio è arrivato in Europa
grazie alla corte francese all’inizio del ‘700. Le
caratteristiche principali della lana d’angora è la morbidezza e
la sensazione di calore da cui ci si sente avvolti indossando un
capo fatto con questo filato. Di lana e d'altre storie propone:
Debbie
Bliss.
Filato di
Cashmere. Il cashmere, o kashmeer (alle volte, più raramente,
denominato nella prassi anche: kashmere, casimiro), è una
pregiatissima fibra tessile formata con il pelo della capra hircus.
Il filato pregiato per eccellenza. La mano del cashmere è morbida,
setosa e vellutata, dà una sensazione calda e soffice. Il suo nome
viene dal Kashmir, regione storica attualmente divisa tra India,
Pakistan e Cina, da dove si esportò il filato verso l'Europa sin
dall'inizio del XIX secolo. La parte più sottile e fine è la
peluria del sottomantello ed è chiamata duvet, che è lo strato
inferiore soffice e lanoso; la parte più grossa con peli rigidi e
ruvidi proviene dal mantello esterno ed è chiamata giarre. Per
raccoglierlo si esegue una pettinatura manuale del mantello durante
la stagione della muta, che avviene in primavera. La produzione si
aggira in media tra 100 e 200 grammi di pelo fine. Le capre vivono
nelle regioni montuose e degli altipiani dell’Asia. I paesi
fornitori più importanti sono: Iran, Mongolia, Tibet, e
Afghanistan. Oggigiorno modeste quantità vengono prodotte dalla
provincia indiana del Kashmir. Le particolari condizioni climatiche,
i forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte di queste
zone, favoriscono lo sviluppo della peluria chiamata appunto duvet.
Questa peluria ha la particolarità eccezionale, come del resto
tutte le fibre animali (ma questa più di ogni altra), di
termo-regolare il corpo dell'animale rispetto all'ambiente esterno,
proteggendolo sia dalle basse sia dalle alte temperature. I filati
ottenuti sono tra i più preziosi e i più goduriosi da indossare.
Di lana e d'altre storie propone:
Debbie
Bliss.
Filato di
Seta, La seta è una fibra proteica di un animale con la quale
si possono ottenere tessuti tendenzialmente pregiati. La seta viene
prodotta da alcuni insetti dell'ordine dei lepidotteri oppure dai
ragni. La seta utilizzata per realizzare tessuti si ottiene dal
bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte appartenenti
alla specie Bombyx mori. A volte vengono utilizzate anche alcune
specie della famiglia Saturniidae. Il baco da seta secerne un
filamento, di lunghezza variabile tra 350 metri a circa 3
chilometri, con il quale forma il bozzolo che gli serve da
protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due
bavelle di fibroina (presente per circa l'80% in peso) avvolte nella
sericina (20% circa). Quest'ultima viene eliminata durante un
processo chiamato "sgommatura". Al microscopio la fibra ha
un aspetto regolare molto simile a quello di fibre sintetiche. La
sericina può essere eliminata trattando il filo di seta grezza
(seta cruda) con acqua calda: questo trattamento migliora la
lucentezza, la flessibilità e la "mano" della fibra. A
seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere: la
seta sgommata o cotta, quando la sericina è stata rimossa del
tutto; la seta raddolcita o "souplè", nella quale la
sericina è stata tolta solo in parte. Nel caso della seta cotta si
può fare un trattamento di "caricatura" che serve a
migliorare la resistenza della fibra, che era stata compromessa con
il processo di sgommatura. Una caratteristica particolare di questa
fibra è la lunghezza del filamento: può arrivare facilmente ai
700-800 metri. Questo, rende la fibra animale più lunga. Da 100 kg
di bozzoli si ricavano 20/25 kg di seta cruda e 15 kg di cascame.
Di lana e d'altre storie propone:
Noro,
Drops, Mirasol.
Filati di
Lino, Canapa, Bambù, derivano dalla lavorazione dei fusti delle
piante, mentre il Cotone deriva dalla lavorazione del frutto
della pianta del cotone. L’italia era uno dei grandi produttori
di lino e canapa a fine ottocento, nel novecento le colture sono
state tutte abbandonate, ma negli ultimi anni alcuni tentativi di
ripristinare queste colture per ricavarne filati da aguglieria si
stanno facendo. Di lana e d’altre storie sta partecipando ad un
progetto per impiantare diversi ettari d
i coltura di canapa per
farne filati da aguglieria.
Molte
delle nozioni contenute nell'articolo sono state reperite da
wikipedia a cui i link rimandano